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Verba volant, scripta manent. Il rapporto tra storie e post tradizionali

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Storie ovunque. La visibilità di questo tipo di contenuto è partita da Snapchat, per passare poi a Instagram, e in seguito a Facebook, a WhatsApp. E non è finita, perché con Messenger Day le storie arrivano anche su Messenger. Andiamo ad analizzare l’arrivo dei contenuti temporanei anche sulla piattaforma di messaggistica di Facebook.

Cosa sono e perché le storie ci stanno invadendo

Le storie sono indubbiamente i contenuti del momento. C’è stata euforia sui contenuti video in diretta (livestreaming), ma ancora questi non riscuotono – ancora – il successo delle storie. Per comprendere cosa siano le storie partiamo dal contenuto della piattaforma con cui hanno guadagnato grande popolarità: Snapchat, e quindi gli snap. Da qui l’ecosistema Facebook ha clonato i contenuti e li ha portati praticamente ovunque, da Instagram a WhatsApp, da Facebook a – in queste ore – Messenger. Le storie sono quindi dei contenuti temporanei che, dopo un certo periodo di tempo, vengono eliminati automaticamente dalla piattaforma stessa.

Se invece ci chiediamo perché le storie ci stiano invadendo, la spiegazione è a mio avviso molto semplice (si può approfondire l’argomento in questo post sul perché Facebook copi Snapchat), ed è da ritrovare proprio nella struttura e nella tipologia del contenuto. Il parallelo è quello con il proverbio latino verba volant, scripta manent, ovvero tra qualcosa di permanente e qualcosa di “volatile”, momentaneo, esattamente come le storie.

Nelle nostre bacheche Facebook, nei nostri profili Instagram, nelle conversazioni WhatsApp e Messenger, i messaggi e contenuti che mandiamo/pubblichiamo sono di default lì per restare. Sono contenuti che quindi restano lì, e come tali concepiti: pensiamo due volte prima di premere invio/pubblica, pianifichiamo i contenuti, e questo richiede tempo. Ecco, le storie sono i contenuti volatili, qualcosa che – sia chiaro, può essere altrettanto pianificato – ma teoricamente è più leggero, con meno filtri, un racconto della vita quotidiana. Le storie ci stanno invadendo perché gli utenti trovano interessante, per esempio nel caso di un profilo super curato e meticoloso, introdursi dietro le quinte, in tutto ciò che è quotidiano e non programmato, il backstage.

Tutto ciò è stato enormemente ampliato nelle ultime settimane. Prima le storie erano solo (per quanto riguarda Facebook, Inc.) su Instagram. Poi Facebook Storie, WhatsApp Status (sempre di storie si tratta), e ora Messenger Day.

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Fonte immagine: LoboStudioHamburg https://pixabay.com/it/users/LoboStudioHamburg-13838/

Messenger Day arriva su Android e iOS

Lo screenshot in cima al post arriva mostra la nuova feature, Messenger Day, su sistema operativo Android. La stessa però è attualmente in distribuzione anche su iOS, come riportato da 9to5Google, dopo una prima fase di test su un numero limitato di utenti. Come nelle piattaforme già citate in precedenza, Messenger Day ci dà modo di condividere con i nostri contatti contenuti dalla durata di 24 ore. Per aggiungere un nuovo post su Messenger Day si potrà cliccare sul bottone in basso al centro per aprire la fotocamera di Messenger, poi creare il proprio contenuto, personalizzarlo cliccando sull’icona a forma di emoticon in alto a destra aggiungendo scritte o adesivi, e scegliere se pubblicarla sul proprio Messenger Day, inviarla ad un contatto, o semplicemente salvarla sul proprio dispositivo.

Perché critico Facebook, Inc.

Sarò un bacchettone, sarò un pignolo, un incoerente, ma credo che alla lunga (anche nell’immediato, in realtà) la strategia di Facebook possa essere controproducente. In parole povere, Facebook sta portando lo stesso contenuto sulle maggiori piattaforme di proprietà. L’impressione che ho è che però l’utilizzo maggiore delle Storie sia ancora su Instagram, e qui sia destinato a rimanere. Questo è però lo scenario migliore, perché potrebbe verificarsi anche un’allineamento nell’utenza sulle varie piattaforme, una distribuzione per cui né su Facebook, né su Instagram, né su WhatsApp, né su Messenger, si registri un grande utilizzo, ma poca utenza in ognuna di questi servizi. Non sarebbe stato meglio differenziare, ovvero (per esempio) lasciare le storie solo su Instagram, spingendo gli amanti di questo contenuto ad utilizzare la piattaforma in questione?

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2 thoughts on “Verba volant, scripta manent. Il rapporto tra storie e post tradizionali

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